IL Ct della Rappresentativa di futsal femminile presenta la selezione che si appresta a partecipare al Tdr in Puglia

E’ all’esordio come CT della Rappresentativa femminile di futsal. Con quale animo ha affrontato questo ruolo?
Con tanta passione così come ho sempre fatto in ogni mia esperienza, ma anche con grande entusiasmo con quello slancio di chi ha tanta voglia di rimettersi in gioco con una nuova Rappresentativa. Tutto sommato sarebbe stato più semplice continuare con i Giovanissimi, ma quando mi è stata fatta questa proposta ho accettato immediatamente perché le nuove sfide mi entusiasmano. C’è anche molta curiosità, la stessa di chi ha molto da imparare dal punto di vista umano. Credo fermamente che la voglia di imparare sia uno degli stimoli maggiori oltre che un fattore determinante nella costruzione e crescita di un gruppo. In competizioni come quella del TDR il rapporto che si crea all’interno dello spogliatoio e tra le ragazze e il tecnico sono fondamentali.
Ha sempre allenato compagini maschili sia a livello di club sia di Rappresentative. Come si è trovato a lavorare con le ragazze?
Ho avuto subito un ottima impressione. Le ragazze mi hanno seguito da subito ma sono consapevole allo stesso tempo che hanno meccanismi e modi di relazionarsi diversi rispetto ai maschi. Non ho le competenze dello psicologo, ma in parte l’esperienza e soprattutto gli stage formativi frequentati sulla psicologia applicata allo sport mi sono serviti e mi hanno insegnato che la sfera femminile, il pensiero femminile è un pensiero più ampio che mi piace definire un “pensiero in rete”. I ragazzi sono più settoriali e per questo più semplici nelle relazioni e spesso anche nella gestione del gruppo. In molte cose le ragazze sono più sensibili e, quindi, può risultare più complicato gestire il gruppo. Senza dubbio posso dire che lavorare con le ragazze comporta un lavoro psicologico e di relazione più attento e meticoloso ma che, allo stesso tempo, può dare risultati imprevisti ed inaspettati. Come si dice spesso, la solidarietà femminile può risultare un valore fortissimo, insuperabile che mi auguro darà alla nostra Rappresentativa una forza e una marcia in più in vista di questo appuntamento.
Quale è stato il lavoro svolto nell’allestire il gruppo che andrà al TDR?
Ho iniziato con visionare più partite possibili fin dalla prima giornata di campionato. Questo lavoro mi ha permesso di fare due raduni uno per provincia convocando ragazze che, per la maggior parte, avevo visto già in gara svolgendo un lavoro specifico e selettivo. Così facendo dal terzo raduno ovvero da metà febbraio ho iniziato a lavorare su di un gruppo già ristretto formato da 4 portieri e 14 giocatrici di movimento. Da li fino ad arrivare all’ultimo raduno del mese di marzo ho lavorato con un gruppo ben definito formato da 2 portieri e 10 giocatrici di movimento più un portiere di riserva e una giocatrice di movimento di riserva. Come è prassi per tutte le Rappresentative regionali e nazionali oltre alle giocatrici titolari non possono e non devono mancare le riserve in caso di assenze dell’ultima ora. Un allenatore ha il compito di prevedere quanto più possibile anche l’imprevedibile.
C’è stata collaborazione con i tecnici delle società affiliate al CRB?
Certamente e non lo dico solo per diplomazia. Con i tecnici ci siamo sempre rapportati in maniera aperta e sincera anche per la giusta e costruttiva crescita delle ragazze durante il campionato. Le stesse ragazze, che hanno svolto il percorso della Rappresentativa, spesso si sono interfacciate con i loro allenatori e con il Tecnico della Rappresentativa. In definitiva la collaborazione è stata importante e, a volte, decisiva . Lo si è visto anche nella presenza costante delle convocate.
Quali sono le peculiarità della Selezione che parteciperà al Torneo delle Regioni?
Credo e spero vivamente che si arrivi al TDR con un gruppo molto coeso e motivato. Inoltre le donne sportive hanno un elevato senso di responsabilità individuale, una maggior tendenza verso la collaborazione e la cooperazione. Su questo conto molto e spero che loro stesse siano coscienti di queste qualità. Allo stesso tempo non bisogna sottovalutare che in situazioni di stress, concentrato in una esperienza così intensa e breve come il TDR, le ragazze possono avere momenti di fragilità fisiologici più che psicologici che potrebbero influire negativamente sulle prestazioni. Diciamo che per quello che ho visto e che insieme abbiamo cercato di creare in questo periodo le peculiarità dovranno essere un gruppo forte, solido e motivato.
Rispetto alle esperienze passate potrà avere in squadra ragazze che hanno già maturato esperienze tecniche di buon livello. Senza dubbio una buona notizia...
Certo posso contare su ragazze con alle spalle campionati di Serie A, ma questo non conta molto per me e non deve neanche dare alle ragazze più esperte quella sensazione pericolosa di essere superiori. Mi spiego meglio: la tecnica e l’esperienza sono importanti ma senza la voglia e l’umiltà non possono non bastare.
Basterà questo a rendere competitiva la Rappresentativa femminile di futsal?
Io credo che per essere competitivi ci vorrà tutto: tecnica e tattica, un gruppo coeso e grintoso con tanto coraggio e un pizzico di fortuna che non guasta mai. E poi tanta voglia di dimostrare che la Basilicata del Futsal sta crescendo con voglia, passione e competenza.
Qual è l’idea che si è fatto su questo gruppo?
Vedo un gruppo ben formato. C’è una buona tecnica di base ed un livello tecnico abbastanza omogeneo. Forse ci manca qualcosa tatticamente, ma è qui che subentra il gruppo, la coesione e lo spirito di sacrificio. Poi vedo giocatrici capaci di adattarsi e di adeguarsi a più situazioni in favore del gruppo. Vedo ragazze complessivamente con buone qualità individuali e collettive.
Quale ruolo potrà svolgere al TDR?
Partiamo per passare il girone a tutti i costi e poi vediamo cosa succede. Noi ci proveremo con tutte le nostre forze. E’ un impegno.

Gianluca Tartaglia