Bravi, educati e vincenti
E' questo l'identikit dei ragazzi selezionati da Massimiliano Castellani per la Rappresentativa Juniores di calcio a 5 in vista del Tdr in programma in Puglia dal 25 aprile al 1° maggio
“E' come essere convocati in Nazionale”. Ha la voce carica di entusiasmo Massimiliano Castellani. All'esordio come selezionatore della Rappresentativa Regionale Juniores di Calcio a Cinque, il tecnico romagnolo ha già compreso quanto le motivazioni giocheranno un ruolo fondamentale nel prossimo Torneo delle Regioni, riservato ancora una volta al movimento del futsal ed in programma in Puglia dal 25 aprile al 1° maggio. “Per questi ragazzi – spiega infatti Castellani – essere convocati in Rappresentativa deve essere come indossare la maglia azzurra: un'occasione importante per la loro formazione come giocatori e per la loro crescita”.
Se il buongiorno si vede dal mattino, l'avventura di Castellani come selezionatore inizia secondo i migliori auspici.
“E' la mia prima esperienza in Rappresentativa. Ci arrivo dopo avere cominciato la stagione sulla panchina del Forlì Calcio a 5, in serie B, e dopo avere rassegnato le mie dimissioni a novembre. E' satato in quel momento che Alessandro d'Errico, il Responsabile Regionale per il Calcio a Cinque, mi ha chiesto se fossi interessato al ruolo di selezionatore ed io ho accettato volentieri”.
Con l'entusiasmo e la preparazione necessari per ben figurare, anche grazie alla presenza del vice Angelo Novelli, prezioso collaboratore di Castellani, per il quale l'incarico di selezionatore della Rappresentativa Juniores di Calcio a Cinque ha una duplice valenza.
“Ho accettato perché sono una persona sempre aperta a valutare nuove soluzioni e perché avrei avuto la possibilità di lavorare nuovamente con i ragazzi. In questa scelta hanno poi giocato un ruolo anche alcune persone che conoscevo tra cui Alberto Carobbi, che segue la Rappresentativa Regionale Allievi di Calcio a Cinque”.
Con queste premesse quali obiettivi è possibile porsi?
“Nessuno in particolare in questo momento. Stiamo ancora selezionando i ragazzi, per cui servirà qualche settimana per avere le idee più chiare. Di sicuro riuscire a visionare tanti ragazzi in tutta la regione non è semplice. Ora non mi pongo quindi un obiettivo definito in relazione al risultato che potremmo ottenere al Torneo delle Regioni, ma posso comunque fissare un traguardo da raggiungere nella gestione del gruppo: vorrei che, per questi ragazzi, vestire la maglia della Rappresentativa fosse come indossare quella della Nazionale italiana”.
Suggestioni che amplificano le motivazioni e che devono fare i conti con i tempi stretti a disposizione di Castellani per poter allestire un gruppo competitivo.
“Abbiamo iniziato a lavorare il 1° febbraio, avendo dovuto attendere l'esito delle elezioni in cui d'Errico è stato confermato come Responsabile Regionale per il Calcio a Cinque. Sarebbe stato meglio cominciare prima a lavorare, ma intanto siamo comunque riusciti a fare quattro raduni. In questa situazione l'ideale è riuscire a mantenere la media di uno alla settimana. Poi inizierà la selezione che porterà il gruppo che stiamo visionando a ridursi fino a quattordici – quindici giocatori: in pratica i dodici che parteciperanno al Torneo delle Regioni più tre possibili riserve”.
Tutti dovranno avere le caratteristiche richieste da Castellani.
“La nostra dovrà essere una squadra composta soprattutto da bravi ragazzi, che non dovranno essere soltanto educati, ma anche capaci di comprendere il valore di quello che stanno facendo e che lo facciano al massimo. E' difficile per loro concentrarsi in una realtà diversa da quella delle società in cui militano. Se si prendono l'impegno di partecipare agli allenamenti, devono mantenerlo. Già questa è una prima forma di selezione”.
Il secondo criterio è strutturale. “Per poter affrontare avversarie che sono più avanti di noi dovremo allestire una squadra forte fisicamente. Tecnicamente sono più o meno tutti allo stesso livello, anche perchè altrimenti non disputerebbero campionati regionali. I valori aggiunti dovranno essere la forza fisica e quell'aggressività fondamentale in una competizione come il Torneo delle Regioni”.
A quarantun'anni compiuti lo scorso 1 gennaio, Castellani vanta un'esperienza in gioventù come giocatore nelle file del Forlì Calcio a 5 in serie C e serie B, prima di iniziare, ad appena 25 anni, la carriera di allenatore. “Dopo la quarta operazione al ginocchio sono stato costretto a smettere. Da quel momento ho scelto un percorso diverso, prima quasi per scherzo e poi con sempre maggiore convinzione lavorando per il Derby Forlì, la Virtus Forlì, il Futsal Cesena, il Faventia ed il Forlì Calcio a 5”. Tra tante esperienze manca quella al Torneo delle Regioni. “Quando è iniziato io ero uscito dal settore giovanile, per cui non l'ho mai giocato, ma mi sono fatto un'idea di cosa ci aspetterà. Noi come regione siamo più indietro rispetto ad altre per quanto riguarda l'organizzazione delle società e l'attenzione ai settori giovanili. Quella al Torneo delle Regioni è sicuramente un'esperienza in cui si matura a livello mentale e tecnico, dovendo affrontare avversari più forti. Poi è chiaro che, per poter ambire a risultati importanti, bisognerà crescere ancora come movimento”.

Damiano Montanari